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Il grande Gatsby (The Great Gatsby) è un romanzo di Francis Scott Fitzgerald pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925 e definito da T.S. Eliot il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James.




Il grande Gatsby


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In quell'occasione Gatsby gli dice che ha intenzione di chiedergli un grande favore. Così, tramite Jordan Baker, Gatsby chiede a Nick di fargli incontrare Daisy a casa sua. Nel frattempo Nick viene a conoscenza della storia di Daisy e Gatsby attraverso il racconto di Jordan. Nick invita Daisy a casa sua per prendere un tè e i due si incontrano:


Nel romanzo vi è un simbolo che Fitzgerald usa per dimostrare questa teoria. Si tratta degli occhi del dottor T. J. Eckleburg che si scorgono su un grande cartellone pubblicitario a metà strada tra New York e West Egg. George Wilson sconvolto dal dolore per la morte della moglie fissa quel cartellone e non riesce ad allontanare lo sguardo da quegli occhi "azzurri e giganteschi" e a Michaelis, suo vicino di casa che gli dice che dovrebbe avere una chiesa alla quale rivolgersi in momenti così tragici, egli, parlando tra di sé, mormora:


Gatsby si può considerare come un "eroe romantico" nella sua accezione più lata e più profonda. Egli è infatti un personaggio destinato alla sconfitta, appare inadeguato al gretto mondo che lo circonda. È però proprio qui che risiede la sua grandezza: Gatsby infatti vive solo per un sogno ed è perfino disposto a morire per esso, un sogno chiamato Daisy. Un amore dal sapore universale ed esistenziale. La reggia, le macchine, il denaro, nulla ha importanza; paradossalmente la statura morale e spirituale del personaggio è immensa, e finisce così per nascondere il suo passato oscuro e criminoso.Gatsby incarna la più istintiva purezza della natura umana, è proprio il suo desiderio così genuino che non gli darà scampo portandolo a una sorta di autodistruzione. La fine di Gatsby è infatti emotivo-passionale, la morte fisica ne è solo un semplice corollario.


Il grande Gatsby, il romanzo capolavoro di Fitzgerald, rappresenta con una storia d'amore la tragica fine del "Sogno Americano". Nick Carraway, il narratore della storia, è un giovane lavoratore a Wall Street che si accontenta di poco e si trasferisce a West Egg in una piccola casa, confinante con l'enorme villa di Gatsby, un uomo ricchissimo di cui si conosce molto poco. Gatsby organizza una volta a settimana delle feste strepitose senza invito a cui possono partecipare tutti, da proletari e politici, da attori a ricchi borghesi. Il suo scopo è quello di rivedere la sua amata Daisy (cugina di Nick) in una delle sue feste e proprio per questo si avvicinerà a quest'ultimo con l'intento di riconquistarla, nonostante ella si sia sposata con un altro uomo durante i 5 anni di assenza di Gatsby (dovuti alla partecipazione alla prima guerra mondiale). Il film è molto ben strutturato, scenografia pazzesca, ma soprattutto un cast di ottimo livello in cui spicca l'ennesima performance praticamente perfetta di Leonardo Di Caprio, sicuramente uno dei migliori attori degli ultimi anni (se non il migliore), che rappresenta l'eccentrico Gatsby, uomo sicuro di sè e convinto di poter ripetere il passato. Ottimi anche Tobey Maguire nei panni del moralista Nick e Carey Mulligan nei panni di Daisy. Bravo anche Luhrmann (personalmente un regista che non apprezzo molto) che è rimasto fedele al romanzo ed è riuscito a fare un ottimo film, aiutato molto dalle musiche di Lana Del Rey, Sia, Florence and the Machine e molti altri.


Tra pochi minuti l'apertura ufficiale del 66esima festa di Cannes con "Il grande Gatsby" di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio, Cary Mulligan e Tobey Maguire, eppure sembra tutto piuttosto spento. Sarà la pioggia, sarà che Cannes si riempie nel week end, ma l'atmosfera è piuttosto mogia.


Come mogio è il film. La sala stampa per la seconda visione del film (ore 16) contemplava una platea praticamente vuota. Nessun applauso, nessun fischio. Per i cinefili Cannes non è ufficialmente cominciata. Il filmone di apertura non è sempre nelle corde di chi accorre per divorare il festival più importante del mondo. Il film di Luhrmann è molto didascalico e patinato, con un 3D che per la grande parte del tempo è inutile.


Sai cosa succederà a 100 individui che iniziano anche all'età di 25 anni e che credono di avere successo? All'età di 65 anni, solo cinque su 100 ce la faranno! Perché così tanti falliscono? Cosa è successo alla scintilla che c'era quando avevano 25 anni? Che ne è stato dei loro sogni, delle loro speranze, dei loro progetti... e perché c'è una così grande disparità tra ciò che queste persone intendevano fare e ciò che hanno effettivamente realizzato? Questo è... Il segreto più strano. 041b061a72


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